Frammenti di pensieri

Queste pagine raccolgono i primi pensieri, i primi sfoghi personali, le prime riflessioni — il dolore di chi lo ha amato. Li pubblichiamo perché «dai frutti si riconosce se un albero è buono».

Matteo — lunedì
Quante mattine ti ho visto, arrivare a piedi da solo lungo via San Lorenzo; esile e un po' timido com'eri tu e con quello sguardo di chi passa in mezzo alla gente e scivola via senza far rumore senza farsi notare. Ai più non ti svelavi facilmente, e ti intravedevo soltanto certe volte in quei momenti passati a parlare Ma ora è quell'immagine, dentro di me, ad essere indelebile. Avrei tanto voluto urlarlo oggi dentro la chiesa: non c'era che bontà e solo la curiosità muoveva i tuoi pensieri. E quanto avrei voluto rivederti col tuo zaino e il tuo sorriso appena accennato venirmi incontro piano, senza fretta, come facevi tu. Non ci sei più e i ricordi non ci bastano sporcati come sono da tante immagini di sofferenza. Eri grande e avresti potuto fare grandi cose; ci lasci dentro un vuoto enorme e l'invito a vivere al massimo ogni istante di questa vita.
Marghe — lunedì

Lui non è qui, perciò lo faccio io al posto suo.

So bene che non è possibile. E vi dico grazie per lui, ma anche da parte mia, perché sapervi disperati non mi conforta, però mi dà una vaga idea di quanto anche a voi possa mancare Alberto.

Quello che so è che attorno non ritrovo i suoi occhioni, né la sua voce confortante. Il futuro è un buco nero spaventoso, il passato una ferita aperta che non so come sanare. Mi resta solo il conforto di aver amato, e di essere stata amata così tanto. Una gioia che tutti dovrebbero avere nella vita.

Lui ha amato tanto anche voi: ricordatelo sempre con lo stesso, immutato affetto.
Se mai lo rincontrerete, so che vi ringrazierà.
A presto — Marghe.

Giacomo — mercoledì

Ho accuratamente evitato questo sito per giorni. Oggi non so perché sono qui. Sapevo cosa avrei trovato e sapevo che avrei masticato dolore.

E che eravamo più legati di prima perché l'amicizia era stata provata col fuoco. Non ho potuto. Nessun altro ha potuto.

C'è un senso di vuoto che si ha solo dopo aver pianto e allo stesso tempo vorrei spaccarmi la testa se penso che non mi risponderai se ti telefono, che non mi aprirai quando verrò a casa tua… Perché proprio adesso? Perché proprio ora?

Essere nel dubbio non vuol dire essere ciechi. E anche con un occhio solo riuscirei a vedere tutto quello che hai dato a me e a qualche decina di altre persone, quello che hai cambiato nelle nostre vite. E non sono solo parole.

Per questo penso che ancora sorridi — è molto più che sei riuscito a fare nel soffio dei tuoi 25 anni.

Pres — martedì

Le parole adesso non servono, è la memoria che conta. A noi non resta che fare memoria di tutto quello che ci hai insegnato, con la tua vita e con la tua morte.

Nessuno lo dimenticherà, mai.
Riposati adesso, amico mio.

Stefano — lunedì

Mi mancherà. Anzi, lui è arrivato e adesso guarda me, che sto continuando il mio… Adesso ho un angelo in più.

Dalla stampa

Articolo di Mario Orsini

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Lettera al Tirreno di Margherita

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