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Per Alberto


Quante mattine ti ho visto,
arrivare a piedi
da solo
lungo via San Lorenzo;
esile e un pņ timido com'eri tu
con tutta la gioia sulle spalle
e con quello sguardo
di chi passa in mezzo alla gente e scivola via
senza far rumore
senza farsi notare.

Ai pił non ti svelavi facilmente,
e ti intravedevo soltanto
certe volte
in quei momenti passati a parlare
tra le aule della Marzotto.
Ma ora č quell'immagine,
dentro di me,
ad essere indelebile.

Avrei tanto voluto urlarlo oggi
dentro la chiesa:
non c'era che bontą e intelligenza nel tuo sguardo
e solo la curiositą muoveva i tuoi pensieri.
E quanto avrei voluto rivederti
col tuo zaino e il tuo sorriso appena accennato
venirmi incontro piano, senza fretta, come facevi tu.

Non ci sei pił
e i ricordi non ci bastano
sporcati come sono da tante immagini di sofferenza.
Eri grande e avresti potuto fare grandi cose;
ci lasci dentro un vuoto enorme
e l'invito a vivere al massimo ogni istante di questa vita.

Ma oggi,
e chissą per quanto,
fa male:
il dolore e la rabbia
che mi percuote dentro.

Pisa, 30 Agosto 2004